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16 NOVEMBRE 2025 FIELDBUS & NETWORKS S ì chiama MTP, Modular Type Package, lo standard per l’ingegne- ria modulare creato da Namur e Zvei, quindi integrato nel porta- foglio delle tecnologie supportate da PI International a febbraio 2021, con l’obiettivo di facilitare la creazione di impianti indu- striali flessibili e interoperabili, riducendo lo sforzo di progetta- zione, con conseguenti risparmi sui costi. Se ne è ampiamente parlato in occasione dell’evento organizzato da Consorzio PI Italia a Milano, dal titolo ‘MTP: flessibilità, interoperabilità e riduzione del time to market per l’indu- stria di processo’. Ne abbiamo discusso con Alberto Sibono, vicepresidente di Consorzio PI Italia e industrial communication expert di Gfcc-Genoa Fiel- dbus Competence Center, uno dei due centri di competenza del Consorzio. L’interoperabilità nel DNA FN : Il tempo e gli sforzi necessari per la progettazione, configurazione e messa in servizio di un impianto, nonché il successivo iter di convalida, soprattutto in settori regolamentati come il pharma, hanno tempi lunghi e costi elevati. È qui che entra in gioco la tecnologia MTP… Alberto Sibono : Sì, MTP nasce sulla spinta di note aziende del settore farmaceutico, che cercavano una soluzione modulare per la gestione degli impianti nell’industria di processo. Si tratta di un’interfaccia basata su mo- duli grazie alla quale è possibile, in modo facile, collegare e ‘orchestrare’ macchine e impianti a un sistema di controllo di livello superiore. L’acquisi- zione dei dati avviene da parte di una stazione di controllo centrale (supervi- sore), standard e indipendente dal fornitore del PLC/DCS/Scada. L’obiettivo era ridurre i costi, facilitare la manutenzione, essere liberi nella scelta di hardware e software, sulla base di un’unica specifica. La modularizzazione consente l’utilizzo di componenti standardizzati, il che aumenta la flessi- bilità, semplificando al contempo sviluppo e progettazione degli impianti. FN : Come funziona MTP? Sibono : L’architettura MTP 2.0 prevede la presenza di un ‘orchestratore’, in grado di interfacciarsi con i controllori dei diversi dispositivi o macchine (moduli) tramite un’interfaccia standard, costituita da librerie implementate sui controllori (PLC/DCS/Scada). Il controllore raccoglie i dati del modulo, di configurazione, descrizione delle funzioni di processo ecc., in un file .mtp, indipendentemente dal fornitore. Il file di descrizione del modulo viene esportato dall’ambiente di sviluppo del modulo (POE) e importato nel si- stema di controllo di livello superiore (POL-Process Orchestration Layer). Esso contiene tutte le informazioni necessarie affinché il POL (orche- stratore) possa stabilire lo scambio dati con tutti i moduli attraverso lo standard di comunicazione OPC UA. Il livello superiore, POL, può ricono- scere la funzione dei moduli MTP, prodotti dai POE (DCS/PLC/Scada), e basare di conseguenza il suo con- trollo di processo su di essi. Dunque, MTP riduce notevolmente lo sforzo di PARLIAMO DI MTP LO STANDARD MTP-MODULAR TYPE PACKAGE PUÒ PORTARE DIVERSI BENEFICI IN TERMINI DI COSTI ED EFFICIENZA DOVE SONO PRESENTI IMPIANTI DISTRIBUITI E COMPLESSI, COME NEL SETTORE DELLE ACQUE Ilaria De Poli @ilariadepoli Dossier progettazione richiesto per gli impianti di processo, rendendo possibile re- alizzare sistemi flessibili, basati sul concetto plug&produce, con il riutilizzo di moduli standard, facili da modificare e ‘ricombinare’. Abbiamo prodotto, a titolo dimostrativo, una demo live con 8 costruttori di apparecchiature e un orchestratore, un sistema PC che raccoglie i dati dai dispositivi dei diversi produttori, dimostrando l’interoperabilità e la flessibilità dello stan- dard MTP. L’utente finale, system Integrator, progettista o costruttore di macchine, può scegliere fra più costruttori ‘MTP Ready’, che offrono pro- dotti conformi allo standard: ne abbiamo oggi già una cinquantina. Per i dispositivi non conformi, invece, basta impiegare un gateway, software, che trasforma un prodotto da ‘non MTP ready’ a ‘MTP ready’. FN : Quali sono i settori interessati a MTP? Sibono : Sono tantissimi i mercati che possono beneficiare dei vantaggi di MTP, dal pharma al food&beverage, dalla chimica fine al navale e marit- timo, della logistica e intralogistica al nucleare, e non ultimo il settore delle acque, dove sono richiesti processi modulari e dove gli impianti sono com- plessi e distribuiti. Oggi è fondamentale avere sistemi flessibili per poter passare rapidamente da una produzione all’altra senza dover ripercorrere un oneroso iter di convalida, nel caso di settori regolamentati, abbreviando il time-to-market e riducendo i costi. È poi ugualmente fondamentale ridurre i rischi di investimento per l’impren- ditore, il che vuol dire adottare tecnologie riconosciute e supportate nel tempo, a livello internazionale, certificate e che funzionino. PI International (PI), da questo punto di vista, è una garanzia: è stato già creato l’MTP Wor- king Group, composto da clienti finali, società di ingegneria e produttori di hardware e software, per lo sviluppo e la standardizzazione, il supporto è as- sicurato dai Picc-PI Competence Center, la formazione dai Pitc-PI Training Center, mentre la certificazione dei prodotti ‘MTP ready’ avviene attraverso i laboratori Pitl. Namur e Zvei continueranno poi a collaborare con PI per stabilire i requisiti normativi della tecnologia. FN : Come sintetizzeresti i benefici portati da MTP? Sibono : In media, gli esperti prevedono che con l’ap- plicazione della tecnologia MTP, i KPI essenziali degli impianti miglioreranno notevolmente, in particolare: il ti- me-to-market può essere dimezzato, le spese di ingegne- ria ridotte del 70% e la flessibilità aumentata dell’80%. Consorzio PI Italia - https://it.profibus.com Intervista ad Alberto Sibono Alberto Sibono, vicepresidente di Consorzio PI Italia

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