FN125

NOVEMBRE 2025 FIELDBUS & NETWORKS 31 zione e dei consumi energetici. Tuttavia, l’innovazione più impattante sarà la semplificazione del processo produttivo, che permetterà anche a personale meno esperto di configurare e programmare gli impianti in modo rapido e intuitivo, riducendo il rischio di errori. La raccolta e l’analisi dei dati giocano un ruolo centrale in questo scenario: grazie a sistemi intelligenti è possi- bile prendere decisioni informate basandosi su uno storico di esperienze e comportamenti salvati nel sistema. Questo approccio non solo migliora l’efficienza operativa, ma rende la produzione più flessibile e resiliente”. FN : Dal punto di vista delle competenze, quali sono gli aspetti su cui maggiormente ci si dovrebbe concentrare per accelerare la convergenza IT-OT? Cristina Mariano , country manager Italia di Advens ( www.advens.com/ it ): “Accelerare il percorso verso la convergenza IT-OT richiede competenze ibride, ovvero figure che comprendano sia la cybersecurity, sia le operazioni industriali, con capacità multidisciplinari che permettano di operare tra i due mondi e rendere la convergenza efficace, pragmatica e sicura. Tra le capacità chiave troviamo sicuramente quelle di segmentazione della rete e pro- gettazione di architetture sicure, risposta agli incidenti negli am- bienti di produzione, familiarità con i protocolli industriali e intelligence sulle minacce OT. Altrettanto critici sono la governance e la gestione del cambiamento, per colmare i di- vari culturali e operativi tra i team IT e di impianto. In Advens atti- viamo competenze ibride attraverso la collaborazione interfunzionale: i nostri analisti di sicurezza lavorano regolarmente con gli ingegneri di impianto durante le valutazioni, la risposta agli incidenti e gli esercizi di red/purple team. Lato clienti, supportiamo la costruzione di reti di referenti cyber-OT all’interno delle fabbriche, assicurando che la cybersecurity diventi parte delle attività quotidiane. Non solo: sessioni di sensibilizzazione, eser- cizi basati sui ruoli e simulazioni di crisi aiutano a tradurre le procedure in riflessi, in modo che i team possano agire rapidamente e con fiducia quando si verificano incidenti. L’obiettivo finale va oltre la semplice formazione: vo- gliamo creare una cultura cyber condivisa tra IT, ingegneria e produzione”. Giovanni Prinetti , solutions marketing manager di Allied Telesis ( www.al- liedtelesis.com/it/it ): “Al di là della disponibilità tecnologica, la conver- genza IT-OT richiede competenze integrate e multidisciplinari ma, a causa dei percorsi professionali storicamente distinti tra il mondo IT e OT, la ricerca di queste figure è oggi particolarmente complessa. La convergenza richiede, inoltre, strumenti che supportino alcuni aspetti fondamentali dell’integra- zione: visibilità, ossia la capacità di monitorare in tempo reale l’in- frastruttura, individuare anomalie e correlare eventi tra reti IT e OT; orchestrazione, cioè una gestione centralizzata e, ove possibile, automatiz- zata dei processi di rete, per ridurre complessità, errori e tempi di intervento; strumenti di AI dedicati per prevedere problemi, gestire configurazioni, ot- timizzare le performance e garantire continuità operativa; integrazione fra applicazioni industriali, Scada, sistemi di video management e piattaforme di analytics, per creare un ecosistema unificato e coerente”. In un futuro prossimo… FN : Cercando di immaginare i prossimi 3 anni, quali priorità vedete per rendere concreta e scalabile la convergenza IT-OT? Fabrizio Corti , field application engineering di Softing Industrial Automa- tion ( https://industrial.softing.com ): “Nei prossimi 3 anni le priorità saranno due: investimenti mirati e standardizzazione della formazione. Per quanto concerne il primo punto, occorre abbandonare le soluzioni ad hoc a favore di un Data Backbone unificato (Industrial DataOps) che gestisca l’acquisizione, l’elaborazione e la contestualizzazione dei dati OT/IT. Ciò include l’imple- mentazione di sistemi di cybersecurity industriale unificati (SOC/NOC) per il monitoraggio 24/7. Poi occorre una formazione ai dipendenti che sia strutturata, con la creazione di un programma di sviluppo di competenze inter-funzionali. È au- spicabile che i tecnici OT ricevano formazione IT su networking, vir- tualizzazione e sicurezza, mentre gli specialisti IT dovrebbero acqui- sire familiarità con le logiche di controllo e le priorità di disponibi- lità (safety/reliability) del mondo industriale. La standardizzazione delle procedure operative (SOP) e della governance interna sarà la chiave per la scalabilità”. Alessandro Talamonti , sales specialist OT Cybersecurity-Digital Industries di Siemens Italia ( www.siemens.com/it/it.html ): “N ei prossimi 3 anni, una delle priorità sarà aiutare le aziende a comprendere che la digitalizzazione non è solo un’evoluzione tecnica, ma un cambiamento culturale e strategico. Un focus chiave sarà l’adozione dell’AI come strumento per rendere la con- vergenza realmente scalabile. L’AI rappresenta un acceleratore trasversale, capace di ottimizzare i processi in ogni area aziendale: dall’ingegneria del software alla manutenzione predittiva, fino all’analisi avanzata dei dati. La sua applicazione permetterà di aumen- tare la velocità, la precisione e l’ef- ficienza delle operazioni, generando valore a una velocità molto mag- giore rispetto alle tecnologie prece- denti. Per cogliere appieno queste opportunità, sarà fondamentale investire in infrastrutture digitali, competenze e modelli organizzativi in grado di supportare l’integrazione dell’AI nei processi industriali. Il ri- schio per chi non intraprende questo percorso è quello di accumulare un gap competitivo difficile da colmare nel futuro prossimo”. Cristina Mariano di Advens Fabrizio Corti di Softing Industrial Automation Alessandro Talamonti di Siemens Italia - Digital Industries Giovanni Prinetti di Allied Telesis

RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz