FN125

NOVEMBRE 2025 FIELDBUS & NETWORKS 43 L’interfaccia diagnostica J1939 definisce un connettore diagnostico stan- dard e un set di numeri PGN per la gestione di diversi servizi diagnostici. I PGN designati come messaggio diagnostico (DM) soddisfano in gran parte l’ambito delle funzioni della diagnostica UDS-Unified Diagnostic Service. Sono inoltre conformi alle Direttive UE e allo standard per la diagnostica di bordo OBD II, nonché HD OBD (Heavy Duty OBD) e WWH (World Wide Harmonized) OBD (ISO27145). A differenza della diagnostica UDS, in cui i servizi devono essere avviati attivamente tramite uno strumento software, le ECU J1939 possono inviare messaggi diagnostici in modo indipendente durante il funzionamento standard. Gli errori presenti vengono valutati di- rettamente in rete e visualizzati, se necessario. Parallelamente, gli errori possono essere letti con uno strumento tramite il connettore diagnostico. Un codice di errore o codice di guasto diagnostico DTC-Diagnostic Trouble Code si compone dei seguenti elementi: • SPN-Suspect Parameter Number: identifica un parametro specifico di errore; • FMI-Failure Mode Identifier: identifica la natura e il tipo di errore che si è verificato, per esempio la violazione dell’intervallo di valori (alta o bassa), cortocircuiti di un sensore, errore di calibrazione ecc.; • OC-Occurence Count: è il contatore degli errori per ogni SPN; • CM-Conversion Mode: definisce il metodo di conversione. Sicurezza funzionale SAE J1939 include due diversi approcci per il trasferimento di dati critici per la sicurezza: uno è lo standard SAE J1939-76, che descrive un processo generale per la protezione di un gruppo di parametri desiderato; l’altro ri- guarda i gruppi di parametri standardizzati specificati da SAE J1939 con un checksum e un contatore incorporati. Lo standard SAE J1939-76 (SAE J1939 Functional Safety Communications Protocol) migliora il trasferimento dei dati critici per la sicurezza con un messaggio aggiuntivo (SHM-Safety Header Message) inviato prima del messaggio contenente i dati critici (SDM-Safety Data Message). SHM e SDM insieme formano il SDG-Safety Data Group. Il trasmettitore (produttore) genera i messaggi SHM e SDM e li invia rispet- tando sequenza e temporizzazione. Il ricevitore (consumatore) è responsabile del controllo della sequenza e del rispetto dei limiti di temporizzazione, non- ché dell’integrità dei dati trasferiti. Le regole di temporizzazione da rispet- tare per il trasferimento del SDG-Safety Data Group si basano sul tempo Svrt-Safety-relevant validation time, che intercorre tra un messaggio SHM e un messaggio SDM e sul tempo SCT-Safety Cycle Time, che intercorre tra le successive istanze SDM. La base temporale per determinare i valori mas- simi ammissibili dei tempi Srvt e SCT è derivata dal tempo ciclo (velocità di trasmissione) del rispettivo gruppo di parametri SAE J1939, che deve essere trasferito come SDM ed è definita come segue. Il secondo approccio, definito nell’allegato digitale J1939, integra nei messaggi checksum e contatori per l’individuazione delle condizioni di guasto delle ECU coinvolte. Il contatore e il checksum fanno parte dei dati di payload di un gruppo di parametri. Il con- tatore dei messaggi incrementa ogni volta che viene trasferito un messaggio; il checksum, calcolato dai dati di payload, cambia a seguito di ogni trasfe- rimento corretto, indipendentemente dal fatto che siano cambiati o meno altri segnali. Se, tuttavia, il contatore dei messaggi non incrementa per un trasferimento successivo, o il checksum non corrisponde ai dati di payload, il ricevitore può presumere che il trasmettitore si trovi in uno stato di errore. Identificatore CAN a 29 bit Codice di guasto diagnostico (DTC) Safety Data Group Temporizzazione Fonti: https://openchargealliance.org/protocols/open-charge-point-protocol https://e-mobility.abb.com - w ww.vector.com/it/it/know-how/protocols/sae-j1939

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