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38 febbraio 2026 FIELDBUS & NETWORKS Le tecnologie Lpwa sono particolarmente adatte in quegli scenari industriali caratterizzati da comunicazioni sporadiche e piccoli volumi di dati N egli ultimi anni, l’evoluzione dell’IoT (Internet of Things) e dell’In- dustria 4.0 ha posto in rilievo la necessità di connettività wire- less massiva per dispositivi a bassa potenza, anche distribuiti su aree molto vaste. In questo contesto, le tecnologie Lpwa (Low Power Wide Area) sono emerse come soluzioni particolarmente adatte a quegli scenari industriali caratterizzati da comunicazioni sporadiche e piccoli volumi di dati, che, unitamente alla disponibilità di batterie a lunga durata e di uno stack protocollare particolarmente semplice, rendono possi- bile lo sviluppo di dispositivi a basso costo e lunga vita operativa. Caratteristiche generali delle tecnologie Lpwa Le tecnologie Lpwa si definiscono per un insieme di requisiti: copertura estesa, consumo energetico ridotto, modulo semplice ed economico, tra- smissione di piccoli pacchetti di dati con bassa frequenza. Sono dunque pensate non tanto per flussi dati elevati, quanto per monitoraggio, sensing, telemetria e ambienti in cui la latenza non è critica. Ottimizzando le tecni- che di modulazione della radio e minimizzando l’uso tanto in trasmissione quanto in ricezione, garantiscono una vita operativa nell’ordine dei 5-10 anni. Inoltre, molte Lpwa operano su bande non licenziate, come le ISM 868 UN’INDUSTRIA ‘SENZA FILI’ LORA E ALTRE TECNOLOGIE LPWA (LOW POWER WIDE AREA) SONO SEMPRE PIÙ IMPIEGATE IN AMBITO INDUSTRIALE PER LA TRASMISSIONE WIRELESS DI PICCOLI PACCHETTI DI DATI CON BASSA FREQUENZA Emiliano Sisinni MHz o 915 MHz, rispettivamente in Europa e negli USA, piuttosto che su frequenze licenziate (come NB-IoT nel caso dei cellulari IoT), permettendo la creazione di nuovi modelli di business che non richiedono un provider di servizi esterno. LoRa e Lorawan sono probabilmente le più note tra le tecnologie non licen- ziate; le reti NB-IoT (Narrowband IoT) e LTE-M (LTE for Machine) rappre- sentano, invece, la risposta del mondo cellulare alle esigenze dell’IoT. Si basano su frequenze licenziate, gestite da operatori mobili, e si integrano nelle infrastrutture 4G/5G esistenti, offrendo un servizio potenzialmente più sicuro e affidabile, ma con consumi e costi decisamente più elevati. Un’al- tra soluzione storica è Sigfox, che ha introdotto un modello di rete globale su banda non licenziata riscuotendo un certo successo in applicazioni come gli allarmi e/o gli antifurti. Tuttavia, la rete è proprietaria e chiusa, con copertura non uniforme in tutti i Paesi e capacità dati molto ridotta, fattori che ne hanno limitato notevolmente la diffusione rispetto alle alternative precedentemente introdotte. Accanto a queste tecnologie principali ne esi- stono svariate altre, che provano a rispondere a requisiti simili, come Mioty o Weightless, nati per migliorare l’efficienza spettrale e la resistenza alle interferenze, ma che non sono riuscite a diffondersi su larga scala. Foto: Shutterstock Building blocks

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