AO_459
SPECIALE GENNAIO-FEBBRAIO 2025 AUTOMAZIONE OGGI 459 | 55 ad un sistema di visione per i controlli della dimensione dell’ogiva portagomma e della tenuta piatta, infine sono smistati: i lunghi in appositi contenitori di raccolta, mentre i corti vengono messi su di un tappeto e veicolati fuori dalla linea per venire rifiniti con la sal- datura manuale di una piastrina. Movimentazione, compito da robot Per rispondere ai requisiti di produttività e rendere possibile la gestione dell’intera linea da parte di due soli operatori, tutta la movi- mentazione tra le diverse stazioni della linea avviene tramite robot Motoman Yaskawa. Un GP7, scelto in base al suo ingombro conte- nuto, alimenta la sbavatrice, che è collocata in uno spazio molto ridotto, mentre quat- tro GP12, caratterizzati da uno sbraccio più esteso, provvedono a movimentare i pezzi tra le stazioni successive. I robot sono anche l’unica parte commerciale finita della linea prodotta, mentre tutte le altre macchine sono state costruite da Martoglio. “Non abbiamo incontrato particolari difficoltà dal punto di vista della robotica” racconta Roberto Martoglio, presidente e ammini- stratore delegato dell’azienda. “Tempo fa abbiamo deciso di formare del nostro perso- nale interno per programmare i robot, con l’obiettivo di fornire al cliente un servizio di alto livello, tanto in fase di programmazione quanto nel post-vendita. E posso tranquilla- mente affermare che, una volta programmati in modo corretto, i robot Yaskawa sono una sicurezza”. T.Erre impiega già diversi robot Yaskawa nelle proprie linee di produzione e quindi conosce bene la macchina, ma anche se così non fosse stato, non si sarebbero posti particolari problemi, sia per la sempli- cità di programmazione offerta dal controller YRC1000, sia per via della modalità di pro- duzione prevista. “Si tratta di una linea che nasce per lavorare un solo tipo di prodotto e che lavorerà su 3 turni sempre lo stesso pro- dotto quindi, una volta scritto e perfezionato il programma da parte dell’integratore, sarà sempre il medesimo programma ad essere utilizzato” spiega ancora Martoglio. Produttività ai massimi livelli Ci troviamo infatti davanti a un’applicazione in cui la produzione in serie è spinta ai massimi livelli, con tempi ciclo strettissimi e margini di tolleranza ferrei. I due requisiti di base erano infatti che la linea fosse in grado di produrre una coppia di tubi finita ogni 20 secondi, e che fosse in grado di lavorare su tre turni per sette giorni a settimana, per poter produrre un numero molto alto di pezzi all’anno. Qualsiasi incremento, anche minimo, del tempo ciclo medio comporta quindi variazioni notevoli di output annuo. Per questo, l’attività di cur- vatura dei tubi, la più delicata e onerosa in termini di tempo, viene realizzata tramite tre macchine gemelle, tutte dotate dei programmi necessari alla gestione sia dei tubi lunghi sia di quelli corti. È il PLC master che decide come instradare i singoli pezzi e quali lavorazioni av- viare per ciascuna postazione, così da evitare rallentamenti. Va da sé che in questa situazione, la scelta di un modello di robot antropomorfo fosse l’unica opzione veramente efficace. “Oggi capita molto spesso che i clienti ci chiedano di utilizzare dei cobot, sia perché è un tema molto caldo e di moda, sia per rientrare nei parametri utili a poter usufruire delle agevo- lazioni concesse dallo Stato. Il cobot è una grande invenzione ma è giocoforza molto più lento. Sicuramente in applicazioni di questo genere, dove i tempi ciclo sono molto stretti e sono necessarie manipolazioni con tanti gradi di libertà, l’antropomorfo tradi- zionale è ancora la soluzione ideale” spiega Martoglio. Per rispettare i requisiti, i robot dovranno lavorare a una velocità media pari a circa l’80% di quella nominale, ovviamente senza intaccare la precisione delle lavora- zioni. La tolleranza di curvatura tra l’inizio e la fine dei pezzi è entro pochi decimi di mm, e le macchine sono state quindi create per essere estremamente precise, ma qual- siasi discrepanza nella loro alimentazione potrebbe provocare un superamento della soglia limite. I robot della serie Motoman GP danno ottime garanzie in proposito, grazie ad una ripetibilità di ±0.01 mm secondo ISO 9283. “Abbiamo una lunga esperienza con i robot Yaskawa ed abbiamo potuto spe- rimentare che la ripetibilità dichiarata dal produttore è sempre stata molto affidabile” conclude Martoglio in proposito. A pieno regime la nuova linea sarà un esempio di produzione in serie di grandi lotti di pezzi, estremamente veloce, precisa e affidabile. Yaskawa Italia - www.yaskawa.it L’applicazione presente in Martoglio prevede una produzione in serie spinta ai massimi livelli, con tempi ciclo strettissimi e margini di tolleranza ferrei La scelta di un modello di robot antropomorfo è l’unica opzione veramente efficace
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