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48 | APRILE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 461 AUTOMAZIONE OGGI SPECIALE Uniamo i mondi L’offerta tecnologica sul mercato è molto invitante ma è complessa da mettere a terra e richiede conoscenze tecniche specifiche sui sistemi e le tecnologie da integrare L a convergenza IT-OT per molte real- tà è ancora una sfida. Certo, sappia- mo che la digitalizzazione sta cam- biando l’approccio delle aziende alla tecnologia e ai processi, regalando una diversa struttura, organizzazione e aper- tura mentale che per anni vedeva il mondo dell’IT lontano dal mondo delle operation. Ma unire questi due mondi molte volte non è un’impresa facile, come ci racconta Marco Marella, general manager di FasThink, ci vuo- le un approccio strutturato. Ormai sappiamo che dati e mondo fisico se rimangono separati mettono l’azienda in una posizione di svantaggio. Ma quali sono i ‘reali’ vantaggi della convergenza IT-OT? Marco Marella: I vantaggi sono reali e mi- surabili. Attraverso la convergenza IT-OT, possiamo migliorare la produzione e l’am- biente circostante. Con il Cloud Computing possiamo acquisire e analizzare grandi quantità di dati, l’edge control riduce la latenza dei dati consentendo decisioni locali più precise e rapide, e la disponibi- lità di dispositivi sempre più intelligenti e connessi (IoT) agevola una decisa accelera- zione nella convergenza tra IT e OT. Con il vantaggio di migliorare l’efficienza produt- tiva su più livelli e ridurre i tempi di lavoro rispetto ai sistemi di precedente genera- zione. La convergenza tra IT e OT sarà un fattore sempre più decisivo per il successo dell’impresa nel prossimo avvenire, favo- rendo produzioni sempre più orientate ai bisogni e alle attese dei consumatori da un lato e consentendo alle imprese di cor- rispondere a pieno titolo ai requisiti e alle compliance introdotte con la Transizione 5.0 dall’altro. Antonella Cattaneo @antonellacattaneo Marco Marella, general manager di FasThink Come funziona la convergenza IT-OT? Marella: La nostra proposta è quella di offrire una piattaforma digitale o Orchestrator (Con- nect) che da un lato dialoga con i sistemi in- formatici ERP, MES, WMS e dall’altro raccoglie dati dal campo attraverso l’integrazione delle tecnologie come i sistemi di identificazione, Pick To light, localizzazione fino alla connes- sione delle macchine di produzione. Oltre all’adeguamento delle attrezzature obso- lete, alla capacità dei dispositivi e dei sistemi, alla compatibilità, alla scalabilità…Quali sono le sfide che l’azienda deve superare affinché possa chiudere il gap tra IT e OT? Marella: L’offerta tecnologica sul mercato è molto invitante ma è complessa da mettere a terra e richiede conoscenze tecniche specifi- che sui sistemi e le tecnologie da integrare. Il nostro cliente-tipo è consapevole che quasi sicuramente si dovrà, anche se solo in parte, modificare il processo in uso per meglio capi- talizzare l’apporto prestazionale delle nuove tecnologie e procedere nella direzione del miglioramento. È molto raro, infatti, il caso in cui una tecnologia può essere adattata completamente a un processo, proprio per una sua complessità intrinseca. Gli obiettivi e le criticità dell’integrazione non possono e non devono essere, solo, riconducibili all’a- spetto informatico che è, tra le altre cose, quello meno complesso, ma dovranno es- sere indirizzate a un concetto più ampio: l’in- tegrazione di come funziona la tecnologia, di come la si intende applicare, quali risultati si vogliono ottenere e quindi come poterla in- tegrare all’interno di un sistema informatico. Oggi, tutto questo si può fare, senza neces- sariamente rivoluzionare i processi e i sistemi già presenti e in uso, ma ‘armonizzandoli’.
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