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APRILE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 461 | 91 AUTOMAZIONE OGGI ttivare diverse funzioni sui nostri vestiti con un dito (e un magnete)? Un sogno che sta per diventare realtà. Un team internazio- nale di ricercatori della Nottingham Trent University ( www.ntu.ac.uk ) , dell' Helmholtz- Zentrum Dresden-Rossendorf e.V. ( www. hzdr.de ) e della Libera Università di Bol- zano ( www.unibz.it ) ha sviluppato dei tessuti elettronici che sfruttano i campi magnetici per interagire con l’ambiente circostante e che presentano diverse applicazioni. Questa tecnologia innovativa nasce dall’in- tegrazione di sensori di campo magnetico flessibili, creati dai ricercatori dell’Helmholtz- Zentrum di Dresda, all’interno di tessuti gra- zie a una tecnologia sviluppata dal gruppo di Nottingham. Questo è possibile grazie alla flessibilità dei sensori e all’utilizzo di una macchina industriale per filati, già presente sul mercato, che consente di avvolgere i sensori all’interno di un tessuto tubolare, si- mile a quello dei lacci da scarpe. Ne risulta un tessuto all’apparenza normale, ma che all’interno presenta sensori sensibili ai campi magnetici perfettamente integrati nel filato. “Una delle maggiori sfide nello sviluppo di tessuti intelligenti è trasformare il sensore in un filo, ovvero modificare il filo stesso in modo che possa funzionare come sensore senza la necessità di componenti aggiuntivi” spiega Michael Haller, professore alla Facoltà di Ingegneria di unibz. Per poter attivare i sensori basta avvicinare un magnete, anche di piccolissime dimen- sioni, in grado di modificare l’intensità del campo magnetico percepito dal sensore. I vantaggi sono tanti: questi tessuti possono infatti essere lavati in lavatrice e mantenere la loro funzionalità, rendendoli estrema- mente durevoli e utilizzabili anche all’interno dell’abbigliamento subacqueo. Inoltre, que- sti sensori non rischiano di essere attivati in maniera accidentale o involontaria, come può invece succedere con sensori di tipo ca- pacitivo, come quelli presenti negli schermi dei nostri telefoni, che si attivano in risposta allo spostamento di un oggetto, anche non magnetico. I ricercatori della Libera Università di Bol- zano, coordinati da Niko Münzenrieder, professore di Fisica alla Facoltà di Ingegne- ria, hanno cercato possibili applicazioni per questa tecnologia. Alcuni degli esempi pre- sentati sono una fascia che può essere indos- sata sul braccio e permette di navigare in un ambiente virtuale o l’inserimento all’interno del cinturino di chiusura dei caschi per moto, in modo da verificarne l’effettiva chiusura. Questa tecnologia lascia spazio all’immagi- nazione: dal controllo della temperatura in tessuti riscaldabili o raffreddabili, all’utilizzo in abbigliamento tecnico e professionale, questi sensori trasformano i vestiti in un’in- terfaccia di interazione tra uomo e macchina. All’interno di uno stesso indumento, infatti, Touchless e lavabili. La nuova frontiera dei tessuti elettronici A possono essere inseriti più sensori in diverse posizioni, indicate da diversi colori del tes- suto, che possono essere sfruttati per diverse funzioni. “La nostra ricerca è estremamente versatile, non solo perché è la prima ad inserire sen- sori sensibili ai campi magnetici in tessuti, peraltro in modo discreto e non invasivo, ma anche perché abbiamo sviluppato una tec- nologia che può essere adattata a diversi tipi di sensori, oltre a quelli magnetici, e apre la strada alla realizzazione di qualsiasi tipo di tessuti intelligenti” conclude Münzenrieder. “Al NOI Techpark, in collaborazione con la Facoltà di Design e Arti (prof. Nitzan Cohen), è attualmente in corso il progetto EFRE “Su- stainable Sensing Textile Lab”, cofinanziato dall'Unione Europea, che mira a sviluppare ulteriormente questa tematica. Nell'ambito di questo progetto vengono anche utilizzate macchine per maglieria industriali, con le quali è possibile produrre tessuti intelligenti innovativi, dall’integrazione dei sensori fino alla realizzazione del tessuto finale” spiega infine Michael Haller. RICERCA Fascia per ambiente virtuale Giulia Maria Marchetti Libera Università di Bolzano ( www.unibz.it )

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