AO464
26 | SETTEMBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 464 Panorama AUTOMAZIONE OGGI fibra ottica (Fiber-To-The-Home), specie nelle zone geografiche a minore densità in- dustriale o imprenditoriale. L’assenza di tali infrastrutture limita le connessioni ad alte performance, e può contribuire a ostacolare la diffusione delle più avanzate tecnologie digitali (AI, cloud), rendendo di fatto meno competitive le aziende del territorio, in con- siderazione delle difficoltà aggiuntive a effet- tuare la trasformazione digitale. Il quadro emergente dai dati Istat Dal report Istat, pubblicato a gennaio 2025, emergono dati che appaiono appena più in- coraggianti. Si sono fatti passi avanti impor- tanti nella digitalizzazione di base: la quasi totalità delle PMI utilizza almeno strumenti digitali essenziali, il 70% possiede un livello ‘base’ di digitalizzazione, con un’ampia dif- fusione di soluzioni come la fatturazione elettronica e il cloud, mentre il 25% delle PMI possiede un livello di digitalizzazione ele- vato e competitivo. Più staccate le aziende fino a 10 dipendenti, che comunque con- solidano in gran parte l’uso di connessioni a banda larga fissa, anche se con velocità di download sufficiente, e utilizzano misure di sicurezza ICT per le loro connessioni remote (email, app aziendali ecc.) con addetti for- mati sui vari obblighi. Analizzando più in dettaglio le varie tema- tiche tecnologiche, dal report Istat emerge che un terzo delle grandi aziende utilizza tecnologie di intelligenza artificiale, e tra chi la utilizza quasi la metà ha sperimentato l’AI generativa. Altro indicatore interessante riguarda gli investimenti: il 20% delle PMI incrementerà il budget degli investimenti in AI nei prossimi 2 anni; i settori dove at- tualmente viene maggiormente utilizzata sono l’informatica, le telecomunicazioni e la produzione audio-video. Le tecnologie AI sono più diffuse nell’ambito dell’analisi e creazione di contenuti di testo, come marke- ting e comunicazione, e nel riconoscimento vocale, a seguire, poi, nell’automatizzazione dei processi lavorativi e amministrativi, nella ricerca e sviluppo, nella movimentazione dei macchinari, nel riconoscimento di immagini e nel machine learning. Altri importanti pre- visioni di aumento degli investimenti riguar- dano i temi legati alla sicurezza informatica, con oltre il 50% delle aziende che ha predi- sposto budget, oltre il 40% la formazione del personale e l’implementazione strutturata dei social media, con poco meno del 30% il cloud computing e l’analisi dei dati. In au- mento anche le vendite online: sale al 20% il numero di PMI che hanno realizzato circa il 15% del loro fatturato attraverso l’e-com- merce, così come nelle aziende con fino a 10 dipendenti, dove almeno 1 su 5 effettua vendite online. Sul fronte della sicurezza informatica, il 75% delle imprese con almeno 10 dipendenti adotta sistemi di protezione informatica di base, come nella media dei Paesi europei, quali il back-up dei dati o l’autenticazione tramite password. Le protezioni più evolute, però, quali la crittografia dei dati o la pro- tezione degli accessi con riconoscimento biometrico, sono ancora poco utilizzate o diffuse. Diversa è la situazione nelle aziende con almeno 250 dipendenti, dove il 95% delle realtà attua il controllo degli accessi alla rete, il back-up separato dei dati e l’autenti- cazione con password complessa. Elevata l’attitudine all’uso di VPN, intorno al 90%, alla conservazione dei file di registro degli accessi per il monitoraggio delle attività so- spette (85%) e all’uso di almeno 2 sistemi di autenticazione (oltre 70%). Il mercato italiano Nel nostro Paese il recente percorso intra- preso verso il digitale, nonostante le dif- ficoltà e le incertezze, è comunque ben definito, in quanto coinvolge tutto il mondo delle imprese e delle istituzioni, oltre che i singoli individui. Nei prossimi anni si con- soliderà ulteriormente, non soltanto perché vi sarà un maggiore utilizzo di tecnologie smart, ma soprattutto perché si svilupperà sempre più una maggiore conoscenza e ca- pacità di sfruttare i vantaggi competitivi che l’adozione del digitale comporta. Secondo il recente report di Anitec-Assinform intito- lato ‘Il digitale in Italia’, realizzato in stretta collaborazione con Net Consulting Cube, il valore complessivo del mercato italiano ha raggiunto gli 81 miliardi di euro nel 2024, con una crescita globale di circa il 3,4%, e nei prossimi 3 anni questa tendenza positiva è prevista in ulteriore impennata, fino a toc- care già quest’anno il 3,8% e dal prossimo anno valori intorno al 4%, incrementando il valore del mercato che nel 2027 raggiun- gerebbe i 92 miliardi di euro. Queste cre- scite sarebbero realizzabili grazie ad alcuni segmenti di offerta, quali i servizi ICT, che nel triennio 2025-26-27 raggiungerebbero crescite intorno all’8,7% annuo, e il software e soluzioni ICT, con crescite del 4,5% ogni anno. L’evoluzione del mercato digitale richiederà nel prossimo futuro soluzioni che permet- tano di gestire alcune criticità: oltre alla ci- tata insufficienza di risorse con competenze digitali specifiche, per la quale sarà neces- sario sviluppare percorsi formativi dedicati a nuove figure professionali, vi sono novità a livello normativo, che in prospettiva im- pattano molto soprattutto sui rischi dell’a- dozione delle piattaforme AI. La gestione corretta di queste criticità rappresenterà un nodo di sviluppo cruciale, insieme all’approc- cio alla sostenibilità: occorre conoscere bene le opportunità e i rischi della sinergia con il mondo digitale e adottare un approccio co- ordinato. L’Osservatorio Digital & Sustainable della School of Management del Politecnico di Mi- lano stima che nel nostro Paese l’84% delle grandi imprese realizzi forti investimenti sia nel digitale, sia nella sostenibilità. Il dato parrebbe interessante, tuttavia le realtà che abbinano gli investimenti in modo corre- lato e sinergico sui due assi di sviluppo è soltanto del 34%, e scende all’8% per le PMI. In Europa vi sono una sensibilità e una con- sapevolezza maggiori, almeno per quanto riguarda gli aspetti gestionali della sosteni- bilità, e si parla spesso di doppia transizione digitale e green. La Commissione UE sta for- temente spingendo e promuovendo un gran numero di iniziative specifiche, ormai vicine al centinaio. Tornando all’Italia, nel 98% delle grandi aziende è ormai presente l’IT manager, e nell’83% anche il Sustainability manager; tuttavia, soltanto 1 azienda su 10 dichiara di essersi organizzata con un Digital Sustaina- bility officer. La situazione si presenta ancor meno strutturata analizzando le realtà di medio-piccole dimensioni: solo un terzo di queste investe in digitale e sostenibilità, con attenzione alla sinergia tra i due assi intorno all’8%. I vantaggi della digitalizzazione Essere digitalizzati consente innanzitutto di velocizzare i processi rendendoli più auto- matizzati, semplici e con minori possibilità di
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