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58 | GENNAIO-FEBBRAIO 2026 AUTOMAZIONE OGGI 467 Tavola rotonda AUTOMAZIONE OGGI sull’automazione di processo, almeno non laddove i sistemi devono rimanere determi- nistici e validabili. Il suo impatto maggiore sarà sulle competenze: l’AI aiuterà a standar- dizzare il know-how, facilitare onboarding e supportare interventi tecnici. Nei prossimi dieci anni non vedremo un’industria con meno personale, ma con ruoli diversi: meno azione diretta, più controllo, diagnostica e decisione informata. La trasformazione sarà graduale e regolata, soprattutto nei settori ad alta compliance. Alessandro Munari , Academy coordinator della divisione Factory Automation della fi- liale italiana di Mitsubishi Electric ( https:// it.mitsubishielectric.com/it/ ): N ella nostra visione a medio termine, l’intelligenza arti- ficiale e l’automazione intelligente sono fon- damentali in quanto rappresentano il cuore dell’Industria 4.0 e contribuiranno a ridefinire l’economia globale. Le aziende utilizzeranno sempre di più l’AI per migliorare efficienza, produttività e qualità, supportando l’ottimiz- zazione dei processi soprattutto in ambiti come la ricerca e lo sviluppo, la logistica e le vendite. L’impatto sul lavoro sarà significativo: il World Economic Forum stima che entro il 2027 macchine e automazione svolgeranno fino al 43% del lavoro in precedenza svolto da esseri umani. L’AI non solo trasformerà i me- todi di lavoro, ma promuoverà anche nuove relazioni tra esseri umani e macchine, come ad esempio il trasferimento del know-how dei lavoratori esperti a sistemi automatizzati, aiutando ad affrontare il problema della ca- renza di specialisti. Tuttavia, per essere cor- rettamente utilizzate, l’AI e la scienza dei dati richiedono personale operativo e ingegneri qualificati, che sono fondamentali per valu- tare dove e come l’AI possa migliorare effica- cemente i processi di produzione. Bertoldi : L’intelligenza artificiale è già en- trata, e lo farà in misura crescente, nella maggior parte delle fasi di sviluppo delle so- luzioni di automazione: dalla progettazione meccanica ed elettrica, alla generazione del codice software, fino alle attività di simula- zione e validazione delle soluzioni svilup- pate. Una volta che la macchina è operativa, l’operatore potrà beneficiare di esperienze sempre più personalizzate e specializzate in funzione della specifica lavorazione. Ciò sarà reso possibile dalla continua ‘istruzione’ dell’AI, che interverrà anche per supportare il miglioramento continuo delle performance in relazione al formato o al prodotto lavo- rato. Questo approccio consentirà una signi- ficativa riduzione dei tempi di sviluppo, dei costi di simulazione e certificazione, oltre a un’elevata efficienza nella scrittura e nel riuti- lizzo del software. Di conseguenza, il time to market si ridurrà sensibilmente, permettendo una velocità di adattamento alle richieste del mercato, o alle esigenze specifiche del cliente nel caso di soluzioni personalizzate, oggi dif- ficilmente immaginabile. Ritengo, pur con la consapevolezza che nessuno possa pre- vedere con certezza l’evoluzione dei pros- simi dieci anni, che l’AI avrà un impatto più limitato sulle attività legate alla realizzazione fisica e all’installazione dei macchinari. L’im- patto più rilevante riguarderà invece la cul- tura e le competenze richieste agli ingegneri coinvolti, che dovranno sviluppare capacità nella gestione dei Big Data e nella interazione efficace con i sistemi di intelligenza artificiale. L’adozione diffusa dell’AI richiederà inoltre nuove figure professionali e la creazione di divisioni aziendali oggi non ancora presenti. È plausibile che molte aziende scelgano di sviluppare soluzioni di AI proprietarie per proteggere la propria proprietà intellettuale. Di conseguenza, i servizi oggi forniti da pochi grandi operatori e utilizzati in modo trasver- sale potrebbero moltiplicarsi, dando spazio a player specializzati su specifiche nicchie. Questo processo potrà generare nuova occu- pazione, sia nei servizi ad alto valore aggiunto sia nella realizzazione di ulteriore capacità computazionale e di nuovi data center. Urbano : L’intelligenza artificiale e l’automa- zione intelligente non sono semplicemente tecnologie di supporto: rappresentano il cuore della prossima evoluzione industriale. A medio termine, il loro ruolo sarà quello di rendere i processi più predittivi e adattivi, grazie alla capacità di analizzare enormi quantità di dati in tempo reale. Questo si- gnifica passare da una logica reattiva a una logica proattiva. Inoltre, la capacità dell’AI di gestire attività a basso valore aggiunto, come il monitoraggio continuo, la raccolta e l’ela- borazione di dati, o la gestione di anomalie ricorrenti, consentirà alle persone di liberare tempo e risorse concentrandosi su compiti ad alto impatto. Sul piano delle competenze, Alessandro Munari, Academy coordinator della divisione Factory Automation della filiale italiana di Mitsubishi Electric Martina Urbano, HR business partner di Schneider Electric

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