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Automazione e Strumentazione Marzo 2026 Primo piano 25 DOSSIER tive moderne. Questo aspetto è particolarmente e- vidente nelle applicazioni di ispezione e controllo qualità, dove la combinazione tra sensori e algo- ritmi permette ai cobot di rilevare imperfezioni con livelli di precisione difficilmente raggiungibi- li dall’occhio umano. Ancora la già citata Omron è molto attiva nell’in- tegrazione tra robot collaborativi e sistemi di vi- sione, rendendo l’automazione più flessibile e ca- pace di rispondere prontamente ai cambiamenti nelle esigenze produttive, facilitando l’ispezione di qualità e riducendo errori e scarti. Parallelamente, il miglioramento dei sistemi di controllo rende la manipolazione robotica colla- borativa sempre più sofisticata. I produttori stan- no sviluppando controlli che migliorano la flui- dità dei movimenti, la percezione delle forze e la capacità del cobot di adattarsi all’ambiente circo- stante. In particolare, la ricerca sta concentrando- si sulla gestione delle dinamiche non lineari del movimento robotico e su tecniche di compensa- zione delle vibrazioni, essenziali per applicazioni ad alta precisione. In questo contesto, l’esperienza di aziende come Doosan Robotics si rivela parti- colarmente significativa, poiché i loro cobot im- piegano controllori avanzati e sensori integrati per ottenere movimenti estremamente precisi e sicuri, ideali per operare in stretta collaborazione con gli operatori umani. ha già integrato sofisticate soluzioni di AI cogni- tiva e sensoristica che rendono i suoi cobot capaci di integrarsi in un evoluto ecosistema IIoT, che in- clude sistemi di mobilità autonoma, HMI connes- si a piattaforme cloud e strumenti per la visualiz- zazione e gestione dei dati, permettendo ai cobot di inserirsi in flussi produttivi altamente digitaliz- zati e orientati all’industria interconnessa. Accanto ai grandi marchi globali, il mercato ita- liano beneficia anche dell’offerta di aziende come Stäubli , Yaskawa , Aubo Robotics e Franka E- mika , che forniscono soluzioni diversificate per applicazioni che vanno dall’assemblaggio alla ricerca scientifica. La loro presenza contribuisce alla varietà di soluzioni disponibili sul territorio, consentendo alle aziende italiane di scegliere il cobot più adatto alle proprie esigenze operative e finanziarie, con un ventaglio di tecnologie che spazia dal controllo avanzato alla sensoristica multidimensionale Tecnologia e semplicità di utilizzo L’evoluzione della robotica collaborativa rappre- senta un percorso ancora in pieno sviluppo, nel quale l’integrazione tra capacità meccaniche, sen- soriali e cognitive dei cobot continua a espandersi grazie ai progressi della ricerca e all’esperienza maturata sul campo dalle aziende che li utilizza- no. Se inizialmente i cobot venivano considerati strumenti adatti esclusivamente a compiti a bassa complessità, oggi la loro diffusione in contesti a- vanzati mostra come l’interazione uomo-macchi- na sia diventata una componente chiave della nuo- va automazione industriale. Il contesto competiti- vo globale richiede infatti una crescente capacità di adattamento dei processi produttivi, in cui la reattività alle variazioni del mercato, la modulari- tà delle linee e l’ottimizzazione dei tempi ciclo as- sumono un ruolo determinante. In questo scena- rio, la capacità dei cobot di apprendere attraverso sistemi di programmazione intuitivi e di integrar- si con altre tecnologie digitali, come le reti neurali artificiali, li rende uno strumento particolarmente efficace. La robotica collaborativa sta infatti be- neficiando dell’integrazione con l’ AI e con sistemi di visione avanzata , i quali rendono i cobot non solo più sicuri, ma anche più intelligenti. Grazie a tecniche di machine learning (ML) e deep learn ing (DL), i cobot sono oggi in grado di adattarsi alle variazioni dei prodotti, alle differenze dimen- sionali dei componenti e alle condizioni operative dinamiche che caratterizzano molte linee produt- La sensoristica integrata nei cobot comprende sensori di coppia nei giunti, sistemi di visione 2D e 3D, scanner di profondità e dispositivi per il rilevamento delle collisioni, rendendo possibile un comportamento adattativo e un monitoraggio continuo degli spazi condivisi
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