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Automazione e Strumentazione Marzo 2026 Speciale 73 INTERFACCE EVOLUTE sistema integrato, nel quale la disponibilità dei dati in tempo reale e la capacità di interagire con l’impianto in modo flessibile rappresenta- no fattori distintivi. L’avvento dell’ Industrial Internet of Things (IIoT) ha trasformato la comunicazione uomomacchina in una rete com- plessa di nodi informativi, nella quale sensori intelligenti, PLC, HMI, IPC, server Scada, di- spositivi mobili e indossabili condividono dati e funzioni attraverso protocolli standardizza- ti e infrastrutture robuste. In questo scenario, la cybersecurity è diventata una componente imprescindibile, poiché ogni nuovo punto di accesso all’impianto rappresenta anche un po- tenziale vettore di attacco. Le tecnologie HMI moderne includono quindi sistemi di autentica- zione avanzati, protocolli cifrati, gestione dei ruoli, audit trail e integrazione con gli strumen- ti IT dell’azienda. Un ulteriore elemento che sta caratterizzando l’evoluzione delle tecnologie uomomacchina ri- guarda l’ intelligenza artificiale (AI). L’adozio- ne sempre più diffusa di algoritmi di machine learning e la disponibilità di dati di produzio- ne storici e in tempo reale stanno portando alla creazione di interfacce predittive, in grado di suggerire interventi manutentivi, prevedere ano- malie, ottimizzare ricette o addirittura adattare la visualizzazione delle informazioni in base al comportamento dell’operatore. Gli HMI del fu- turo potrebbero quindi diventare non solo stru- menti di comando, ma veri e propri assistenti in- telligenti integrati nel processo produttivo. Conclusioni Le tecnologie industriali d’interfaccia uomomac- china, ormai necessarie per la gestione o il co- mando di macchinari e impianti, rappresentano oggi un ecosistema ricco, articolato e in rapida e- voluzione. Dalle soluzioni più tradizionali come gli HMI e i registratori di processo, passando per i gli Scada e gli IPC industriali, fino ad arrivare ai dispositivi mobili e ai wearables di nuova ge- nerazione, l’obiettivo comune è garantire un’in- terazione sempre più efficace, sicura, intuitiva e informata tra l’uomo e la macchina. In un mondo industriale che si muove verso modelli produttivi flessibili e pensati per operare in funzione dati (datadriven), queste tecnologie costituiscono il ponte essenziale tra la complessità dei sistemi automatizzati e la capacità decisionale dell’ope- ratore umano. ni hanno raggiunto un elevato grado di maturità, come i Ray-Ban Meta Smart Glasses , dimo- strandosi efficaci nell’ambiente industriale. Gli smartglasses permettono agli operatori di vi- sualizzare informazioni operative mentre man- tengono le mani libere, una caratteristica essen- ziale in molti contesti di manutenzione o assem- blaggio. I visori di realtà aumentata consentono di sovrapporre schemi, istruzioni, indicatori e animazioni direttamente sugli oggetti reali, ridu- cendo drasticamente i tempi di apprendimento e minimizzando gli errori. I visori di realtà vir- tuale , invece, vengono utilizzati principalmente per la formazione, consentendo agli operatori di simulare scenari complessi o potenzialmente pericolosi senza alcun rischio reale. La combi- nazione di dispositivi indossabili e software de- dicati consente di creare ambienti di lavoro nei quali l’informazione è costantemente accessibi- le, contestuale, aggiornata in tempo reale e frui- bile in modi impensabili fino a pochi anni fa. Un ecosistema evoluto Tutte le moderne tecnologie di interfaccia non operano in modo isolato, ma fanno parte di un Su un livello superiore si collocano gli Scada progettati per la supervisione centralizzata, la storicizzazione su database, l’analisi diagnostica e l’accesso remoto tramite architetture client-server o web based
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