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Automazione e Strumentazione Marzo 2026 Tecnica 85 CONTROLLO che ha in carico il progetto completo) posso ri- conoscere la necessità di mostrare su documenti appropriati tutto quello che riguarda l’integrazio- ne dell’impianto package con tutto quello che lo circonda ai limiti di batteria. Questo vale sia per le interfacce di processo che per l’automazione. Si possono quindi dedicare uno più P&ID a rappre- sentare questa integrazione, con le informazioni complementari che il fornitore del package non ha ho comunque non può gestire. In figura 10 forniamo un esempio di pura fanta- sia. Il package può essere rappresentato come una black box delineata da un contorno che sottolinea i limiti di batteria. In questa scatola possono esser citati il numero di documento di riferimento del fornitore del package, e gli eventuali richiami a strumentazione locali utile per la conduzione. Al- l’ esterno vengono invece mostrate le connessioni con sistemi di automazione DCS o altro, ed anche le connessioni di processo. 8. Conclusioni La cura nella simbologia nei P&ID permette di de- finire con precisione lo scopo del lavoro in un con- testo di progetto. Per l’ingegneria di automazione occorre focalizzare l’attenzione su numero e tipo- logie di strumentazione di campo, lo scambio di se- gnali tra campo e sistema, e la quantificazione del- le funzioni di monitoraggio e controllo, definendo anche il tipo e la posizione delle interfacce uomo- macchina. L’uso di moduli tipici nei diagrammi, da descrivere in maniera completa in una legenda, o in un documento di riferimento generale, permette di minimizzare il tempo di elaborazione e spazio oc- cupato nella grafica dei P&ID, mantenendo esau- riente l’informazione trasmessa. rappresentazione: vengono designati come indica- tori (per esempio TI) gli strumenti locali e come trasmettitori (per esempio TT) tutti gli strumenti potenzialmente collegabili a sistemi di automa- zione del cliente. Nelle nuvolette viene mostrata la rappresentazione equivalente tradizionale. Nel caso di strumentazione ed eventuale automazio- ne locale si possono rappresentare in modo tradizio- nale, usando la simbologia prevista. Alcuni strumen- ti potranno avere duplice compito, come la visualiz- zazione locale, oltre alla connessione ad un sistema DCS esterno. Questo caso è illustrato in figura 9 , dove è stato anche utilizzato il simbolo dell’esago- no per rappresentare un sistema di automazione il più generico possibile, ‘sconosciuto’ al fornitore del package. E la sigla AI nell’esagono non vuole rap- presentare il tipo di strumento, ma il tipo di segnale collegabile, ovvero un ingresso analogico Il fornitore del package produce di solito il pro- prio impianto usando la stessa tecnologia e la stes- sa metodologia in contesti diversi e per clienti di- versi. Ed emette normalmente un’unica revisione del/dei P&ID. L’utente finale (o l’EPC contractor Figura 8 - Rappresentazione di strumentazione di un package Figura 9 - Strumentazione locale di un package collegabile a DCS Figura 10 - Esempio di possibile P&ID di integrazione di un P&ID di un package

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