AS3_2026
Automazione e Strumentazione Aprile 2026 Primp piano 23 SCENARI dalla Penisola arabica. L’impianto marocchino Noor utilizza diverse unità CSP che, insieme, ge- nerano una quantità notevole di elettricità. Noor I, che utilizza collettori parabolici, produce circa 370 GWh all’anno; Noor II e Noor III, rispettiva- mente un impianto a collettori parabolici avanzati e una torre solare, aggiungono insieme una pro- duzione media stimata di oltre 1.100 GWh annu- i, portando il complesso a superare 1.400 GWh all’anno di generazione elettrica totale. L’intero complesso solare termodinamico Noor di Ouar- zazate raggiunge una potenza elettrica complessi- va di 510 MW, che lo identifica come il più gran- de impianto termodinamico al mondo. All’interno di questo totale, Noor I contribuisce con 160 MW, in quanto primo modulo a collettori parabolici entrato in esercizio nel 2016. Noor II, completato nel 2018, aggiunge 200 MW, utilizzando una ver- sione più avanzata della stessa tecnologia parabo- lica. Infine, Noor III fornisce 150 MW, grazie alla tecnologia a torre solare con eliostati e ricevitore centrale, anch’essa operativa dal 2018. Per quan- to riguarda i tempi di realizzazione, il progetto è stato sviluppato per fasi distinte (dal 2013 al 2016 Noor I; dal 2013 al 2018 per Noor II e Noor III), sistemi di accumulo ad aria liquida, ma sfrutta le proprietà fisiche della CO 2 per ottenere maggiore densità energetica senza ricorrere a temperature criogeniche. Il risultato è un impianto capace di immagazzinare energia per molte ore e restituirla con efficienza elevata, senza emissioni e utiliz- zando componenti meccanici standard. La tecno- logia si distingue quindi come un sistema termo- dinamico di accumulo di lunga durata, modulare, scalabile e indipendente dalle condizioni geo- grafiche, pensato per stabilizzare la rete elettrica e rendere più affidabile l’integrazione delle fonti rinnovabili. Oggi, il progetto Energy Dome ha superato la fase di test ed è diventato un esempio concreto di stoccaggio energetico made in Italy. L’impianto commerciale operativo è localizzato a Ottana, in Sardegna appunto, e rappresenta la pri- ma batteria di questo tipo su scala commerciale al mondo. L’impianto ha una potenza di 20 MW e una capacità di accumulo di 200 MWh (equiva- lenti a 20 MW per 10 ore), sufficiente per servire circa 15.000 famiglie. Inoltre, questo progetto ha già attirato l’interesse di giganti del digitale come Google , che deve gestire enermi data center per servizi IT e AI, e ha investito in Energy Dome per gestire i consumi in modo sostenibile. Infine, i sistemi di accumulo termico funzionano immagazzinando l’energia sotto forma di calore, per poi sprigionarla quando serve, e si dividono principalmente in base al modo in cui il materia- le scelto reagisce alla temperatura. L’esempio più comune è quello dell’accumulo di acqua calda, in serbatoi domestici o a livello di infrastruttura, ma su scala industriale e nelle centrali solari termodinamiche si preferiscono i sali fusi , che possono raggiungere temperature elevatissime e conservare il calore per molte ore con perdite mi- nime, permettendo di generare elettricità anche dopo il tramonto. Non solo Europa Il primo Paese al mondo come produzione solare termodinamica, detta anche solare a concentra- zione (CSP, Concentrating Solar Power), è la Spa- gna e, di recente, è emerso un nuovo protagonista, il Marocco, che con un solo impinto solare ottiene una potenza di picco paragonabile a quella di un reattore nucleare di media taglia. Si tratta dell’im- pianto solare termodinamico marocchino Noor , situato a Ouarzazate, che è stato realizzato basan- dosi sull’esperienza e sulla tecnologia spagnole, mentre con importanti investimenti provenienti Accumuli di lunga durata, come quelli a CO₂ o basati su idrogeno verde, permettono la gestione strutturale dei surplus di rinnovabili e garantiscono resilienza stagionale
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