AS5_2025
Giugno-Luglio 2025 Automazione e Strumentazione Tecnica 92 FORMAZIONE N egli ultimi tempi, la didattica degli Istituti Tecnici sta subendo pro- fonde trasformazioni. Grazie all’au- tonomia scolastica, ogni scuola ha più margini di manovra per fare in modo che la proposta didattica sia la più interessante ed effi- cace per ciascuno studente. Ma come scegliere i criteri per adattare la didattica? In questo breve contributo si espone una singo- lare prospettiva che riguarda il come i concetti fondanti dei controllori industriali PID possano facilitare l’interpretazione dei fenomeni di appren- dimento di uno studente e coadiuvare di conse- guenza la strutturazione di una proposta didattica, attraverso l’adozione di un criterio rigoroso. Chiaramente lo spirito di questo articolo non è tanto quello di voler persuadere e motivare il per- sonale scolastico ad adottare la teoria dei Controlli Automatici nel proprio lavoro di formatori, quanto piuttosto quello di voler far riflettere sul fatto che, una teoria che riguarda una tecnica (in questo caso afferente al mondo dell’automazione indu- striale), può comunque rappresentare un modello di riferimento, estendendo così il ruolo di modello NOTA AUTORE A. Cataldo, STIIMA-CNR, Institute of Intelligent Industrial Technologies and Systems for Advanced Manufacturing, National Research Council A FIL DI RETE www.stiima.cnr.it TEORIA DEL CONTROLLO APPLICATA ALLA GESTIONE DELLA DIDATTICA La formazione vista come controllo in retroazione Al fine di allineare il più possibile la formazione e le competenze acquisite dagli studenti con profili in uscita sempre più allineati con il contesto industriale attuale, oggigiorno è necessario rivedere i piani didattici e la dotazione tecnologica a supporto della didattica, così da poter meglio organizzare ed eventualmente modificare la didattica stessa. Chiaramente una data offerta didattica agisce differentemente su ciascuno studente, il quale è persona unica, così come è unica la sua risposta in termini di rapidità e livello di apprendimento. È compito e cura quindi dei docenti e del personale didattico quello di osservare le risposte di ciascuno studente e, di conseguenza, adattare la didattica alla singola persona Andrea Cataldo matematico ad un uso più ampio, ossia di fungere da “approssimazione della realtà” per poter essere usato come strumento di progettazione (in questo caso della didattica). Infatti, il contesto inerente la didattica si presta bene ad essere descritto dall’in- gegneria dei Controlli Automatici, non certamente per ingabbiare la didattica all’interno di una teo- ria, quanto per sfruttarne i risultati noti, per poter meglio interpretare la realtà ed eventualmente poter prendere di conseguenza azioni. Il modello matematico I profili in uscita (x ¯ ) possono essere visti come i Set-point da perseguire nel contesto della forma- zione di uno studente. Tuttavia, la formazione di ciascuno studente è unica e può essere assimilata ad un sistema dinamico del I ordine con equazione: Dove x(t) è la formazione al tempo t e u(t) la spe- cifica proposta didattica propinata (esperienze laboratoriali, lezioni didattiche frontali e interat- tive, visite didattiche culturali, etc.). I parametri
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz