AS5_2025
Automazione e Strumentazione Giugno-Luglio 2025 Tecnica 93 FORMAZIONE A e B sono caratteristici di ogni studente: A rap- presenta il carattere della persona (come è fatto lo studente in termini di disponibilità e capacità a formarsi), mentre B determina l’impatto che la didattica ha sulla sua formazione (l’efficacia). Di fatto si è di fronte ad una relazione dinamica causa-effetto. Chiaramente la crescita e la matu- rità della persona modificano nel tempo le sue stesse caratteristiche; pertanto, nella realtà i para- metri A e B non sono costanti ma tempo-varianti e andrebbero indicati come A(t) e B(t) . Per sempli- cità di esposizione li consideriamo costanti (basti eventualmente pensare ad una ridefinizione di tali valori nei vari intervalli di tempo della crescita della persona). L’obiettivo è dunque quello di far convergere il più possibile, e nel giusto tempo, la formazione in un determinato i-esimo istante x(t i ) al profilo in uscita x ¯ ; ciò può essere ottenuto minimizzando una cifra di merito J in cui si pesa, tramite i coefficienti α i , lo scostamento tra la for- mazione dello studente x(ti) e il profilo in uscita x ¯ in diversi (n) istanti di crescita: Con il modello dinamico causa-effetto si può facilmente osservare (da cui il vantaggio dell’a- dozione di una teoria) che la formazione dello studente non può essere imposta perché essa pos- siede comunque una sua dinamica; tale forma- zione può essere modificata agendo sulla didat- tica u(t) attraverso il parametro B, ma senza poter rinunciare alla propria dinamica nel tempo. Ambiti di intervento Come suddetto, la relazione dinamica causa- effetto che descrive l’evoluzione della formazione di ciascuno studente sulla base delle proprie carat- teristiche di apprendimento e dell’offerta didattica propinata, deve essere stimata dal personale didat- tico. Si apre quindi un primo ambito di indagine delle caratteristiche di ogni studente, attraverso metodi di analisi consolidati che devono fornire come risposta i valori dei parametri A e B , i quali consentono di definire in modo univoco la rela- zione dinamica causa-effetto: In tale ambito di indagine bisogna stimare anche i coefficienti α i che pesano, nei diversi istanti di verifica dello studente, lo scostamento della sua formazione x(t) rispetto agli obiettivi Set-Point. Un secondo ambito di indagine riguarda invece la definizione del criterio da utilizzare per strut- turare, organizzare e propinare la didattica al singolo studente, sulla base di eventuali vincoli dettati dalla limitazione delle risorse umane e tec- nologiche disponibili. Uno schema rappresentativo di ciò è rappresentato in Figura 1 in cui, partendo dai profili in uscita (Set-Point) e dalla formazione attuale dello stu- dente (misurata), viene tarata la didattica (di fatto siamo in presenza di un sistema in retroazione). Ma quale può essere il criterio che una scuola può adottare per la strutturazione della didattica? Figura 1 - Schema criterio per la didattica Figura 2 - Azione Proporzionale per la definizione della didattica
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