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Fieldbus & Networks GENNAIO-FEBBRAIO 2025 FIELDBUS & NETWORKS 30 degrado del cavo nel tempo, cavi non adatti, giunzioni lungo la tratta, situazioni di corto-circuito o di circuito aperto, problemi connessi alla trasmissione della potenza sul cavo dati, degrado della circuiteria esterna di trasmissione e, non ultimo, problemi che possono affliggere gli stessi connettori, quali contamina- zione di liquidi, corto-circuiti dovuti alle schermature, fissaggio non corretto delle viti dei terminali… Analog Devices è in grado di offrire una soluzione a tutte queste problematiche grazie a funzioni di diagnostica avanzata, in grado di rilevare la posizione di una discontinuità sul cavo di connessione con elevata risoluzione (inferiore al metro). Ciò è reso possibile grazie a un hardware dedi- cato e integrato on-chip nel fisico SPE, in grado di eseguire misure accurate sul cavo, e ad algoritmi proprietari caricati su un host microcontroller esterno. Se desiderato, queste funzionalità consentono di implementare anche una calibra- zione del collegamento, operazione che può essere utile in caso di utilizzo di trasformatori di isolamento o induttori di potenza sul link. Dal punto di vista della sicurezza informatica, invece, l’introduzione dello standard 10Base-T1L rivoluziona la connettività degli strumenti di campo, introducendo al tempo stesso nuove sfide di cybersecurity, pressoché assenti nelle tecnologie di connettività tradizionali come il 4-20 mA. L’accessibilità estrema offerta dalla connettività Ethernet-to-the-edge, che permette di raggiungere direttamente dal cloud il sensore periferico a livello di indiriz- zamento IP, aumenta la superficie d’attacco e crea nuove opportunità per gli aggressori informatici, aumentando la vulnerabilità e, di conseguenza, la ne- cessità di proteggere dati e firmware. Analog Devices offre soluzioni di cyber- security pronte all’uso, come i dispositivi di autenticazione sicura DS28S60 e MAXQ1065, che semplificano l’implementazione di funzionalità avanzate di sicurezza conformi ai nuovi standard europei, quali lo standard IEC62443, tra cui autenticazione, integrità dei dati e crittografia. Queste soluzioni aiutano a proteggere gli strumenti di campo e le reti industriali dalle minacce più comuni, garantendo ope- razioni affidabili e sicure in ambienti critici”. Bonsi : “Beckhoff propone la standardizzazione di connettori e cavi codificati, al fine di ridurre la probabilità di eventuali errori di cablaggio e problematiche di compatibilità elettro- magnetica, non tralasciando le normative sulla sicurezza elettrica. Dai singoli componenti, quali cavi e connettori, il concetto si estende a prodotti e soluzioni di nuova genera- zione ‘cabinet free’, quali MX-System, che supera il vecchio paradigma in cui si ha sempre la presenza di un quadro elet- trico nelle macchine”. Bardella : “Farei una premessa, considerando il significato di resilienza quando si parla dell’impiego del singolo cavo: la resilienza, declinata in chiave industriale, significa capa- cità di reazione e di ritorno allo stato normale a seguito di un evento. Se parliamo di cablaggio è più che ovvio che non ci possa essere resilienza a meno che non ci si riferisca a circuiti ridondanti; direi, pertanto, che sarebbe più corretto parlare di affidabilità, un aspetto che deve essere combinato con la semplicità e la razionalità per poter ottenere la ‘resi- lienza’, anche quando si parla di OCT. Per quanto concerne la sicurezza, anche in questo caso occorre valutare a cosa ci si riferisce. Se consideriamo l’aspetto fisico, non vedo un pro- blema di sicurezza, poiché qualsiasi cavo, non soltanto quelli di Murrelektronik, deve rispondere a requisiti specifici che garantiscano il giusto livello di protezione, anche in termini di durevolezza, ossia tenuta dei materiali, sia dei connettori che del cablaggio vero e proprio. In questo caso vengono effettuati appositi test per determinare la resistenza alle piegature, alla temperatura e a vari agenti esterni. A questo punto potremmo dire che è la razionalizzazione dei collegamenti che ha portato ad eliminare i doppi cablaggi, uno per l’alimentazione e uno per i dati, ed è la decentralizzazione che può garantire un livello maggiore di semplicità”. Qual è il principale bisogno, attualmente insoddisfatto (o il corrispondente svi- luppo futuro), che i clienti vorrebbero dalla loro soluzione OCT? Bonsi : “I bisogni primari più sentiti sono la modularità e la riduzione del time to market; quindi, Beckhoff ha deciso di estendere il concetto di OCT, stori- camente legato ai motori, anche al resto dei dispositivi, coniando il termine OCA, One Cable Automation, cioè una tecnologia che consente l’utilizzo di connettori standardizzati IEC60176-2-118 e cavi ibridi per la trasmissione di dati e potenza. I vantaggi più evidenti sono: riduzione della complessità nel processo di cablag- gio, risparmio di spazio, minore materiale e costi di lavoro, maggiore modula- rità delle macchine, minori errori di cablaggio, che si traduce in una maggiore operatività delle macchine, una manutenzione più rapida e un’elevata efficienza energetica”. Bagarelli : “In specifiche applicazioni come, per esempio, alcuni ambiti della building automation, i 10 Mbps di data rate, a cui sono limitate le soluzioni SPE con Power over Data esistenti, non sono sufficienti a soddisfare le specifiche di banda richieste. A tal proposito, è in fase di sviluppo un nuovo standard a 100 Mbps, chiamato 100Base-T1L, e Analog Devices partecipa attivamente al comitato responsabile della sua definizione”. Riduzione dei costi di cablaggio, semplificazione e standardizzazione delle connessioni sono alcuni dei vantaggi conseguibili adottando la tecnologia OCT Fonte: foto Shutterstock
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