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NOVEMBRE 2025 FIELDBUS & NETWORKS 3 L’editoriale è a cura dei membri del Comitato Tecnico di Fieldbus & Networks e Automazione Oggi Negli ultimi anni ha iniziato a diffondersi anche nel settore dell’automazione industriale il para- digma del low-code, che propone un nuovo approccio alla programmazione dei PLC (ma anche delle interfacce HMI e dei robot). Tradizionalmente, questi dispositivi sono configurati attraverso linguaggi standardizzati, come Ladder Diagram, Function Block Diagram o Structured Text, che richiedono competenze specifiche che si imparano a padroneggiare solo dopo una lunga pratica. Il low-code, al contrario, punta a semplificare l’accesso a tali strumenti, permettendo a un numero maggiore di professionisti, anche non strettamente esperti di programmazione, di sviluppare logi- che di controllo tramite interfacce grafiche intuitive, blocchi riutilizzabili e modelli preconfigurati. In questo modo la barriera d’ingresso si abbassa sensibilmente, semplificando la collaborazione tra gli ingegneri di processo e i tecnici della manutenzione con gli sviluppatori software. Le piattaforme low-code forniscono una nuova modalità di astrazione, nella quale i blocchi logici possono essere organizzati in flussi visivi che descrivono il comportamento dell’impianto. Tale approccio, già diffuso in altri settori, promette di accelera lo svi- luppo delle applicazioni di automazione e di ridurre i tempi di test e messa in servizio. Per questo, nell’ambito dell’automazione industriale, la programmazione low-code rappresenta una risposta concreta alla crescente complessità degli impianti e alla ne- cessità di ridurre i tempi di fermo. Oggi, poi, la possibilità di applicare modifiche alle logiche di controllo rapidamente è cruciale, e un approccio low-code permette di introdurle facilmente, senza compromettere la stabilità del sistema. Inoltre, l’integrazione con gli ambienti cloud e le piattaforme di Industrial IoT consente di integrare facilmente funzioni avanzate di monitoraggio, analisi dei dati e manutenzione predittiva, aprendo la strada a scenari di automazione sempre più interconnessi e intelligenti. Ovviamente la diffusione di soluzioni low-code nel contesto dell’automazione industriale comporta un cambiamento anche culturale: se in passato la programmazione di questi dispositivi era appannaggio di pochi specialisti, oggi è possibile coin- volgere figure ibride, che possiedono competenze di processo, ma non necessariamente conoscenze informatiche avanzate, favorendo la creazione di team multidisciplinari, in grado di sviluppare soluzioni di automazione più aderenti alle esigenze produttive reali. Detto questo, il low-code non elimina il bisogno di programmatori esperti, ma piuttosto libera risorse pre- ziose, concedendo loro di concentrarsi sugli aspetti più complessi e innovativi del sistema. Naturalmente permangono sfide legate alla standardizzazione, alla sicurezza (sia informatica che funzionale) e alla compati- bilità con le infrastrutture esistenti. È fondamentale che le piattaforme low-code rispettino le normative e gli standard inter- nazionali, affinché la semplificazione non comprometta l’affidabilità dei sistemi e l’integrazione con soluzioni già esistenti. Attualmente, molte aziende dispongono già internamente delle competenze tradizionali, mentre il low-code è visto come un’interessante possibilità, che però non ha un’applicabilità immediata. Inoltre, la durata di vita tipica delle macchine (20 o anche 30 anni), la richiesta di retrocompatibilità e la necessità di applicare patch software si scontrano con le tipiche strate- gie di licenza delle piattaforme low-code, facendo lievitare i costi. Infatti, è opinione diffusa che l’uso di queste piattaforme non porterà a una riduzione dei costi IT, ma piuttosto permetterà di sviluppare più software su hardware, che assomiglierà sempre di più a quello delle applicazioni home/office. Questa convergenza, che mette al centro l’uomo e la sua capacità di modellare processi complessi attraverso strumenti accessibili, segna un ulteriore passo verso la piena realizzazione delle fabbriche intelligenti e dei paradigmi di Industria 4.0 e 5.0. AUTOMAZIONE LOW-CODE Emiliano Sisinni Comitato tecnico di Automazione Oggi, Fieldbus&Networks e Soluzioni Software per l’Industria Editoriale

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